Quali documenti servono per affittare un appartamento
All'inquilino servono documento d'identità, codice fiscale e, di norma, una prova della capacità di sostenere il canone (busta paga, modello fiscale o equivalente). Al proprietario servono documento e codice fiscale, i dati catastali dell'immobile, l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) e l'eventuale attestazione per il canone concordato. Il contratto scritto va registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.
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<!-- description: Quali documenti servono per affittare un appartamento in Italia: la lista completa lato inquilino e lato proprietario, per arrivare pronti alla firma. -->
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Arrivare alla firma con i documenti giusti rende l'affitto rapido e senza intoppi. La Legge 431/1998 impone la forma scritta per le locazioni abitative, e la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate richiede alcuni dati precisi. Ecco cosa preparare, distinto per ruolo.
Documenti dell'inquilino
Chi prende in affitto deve identificarsi e, nella pratica, dimostrare di poter sostenere il canone. Servono in genere:
- Documento d'identità in corso di validità (carta d'identità o passaporto).
- Codice fiscale o tessera sanitaria.
- Prova del reddito o della capacità di spesa: busta paga per i lavoratori dipendenti, modello di dichiarazione dei redditi per autonomi e professionisti, o documentazione equivalente. Per gli studenti è frequente il ricorso a un garante.
- Permesso di soggiorno in corso di validità, per i cittadini extracomunitari.
Il proprietario non può pretendere documenti sproporzionati o che violino la riservatezza: la verifica serve a valutare l'affidabilità, non a raccogliere dati non pertinenti. Quando l'inquilino non dispone di una busta paga, la capacità di spesa si può dimostrare in altri modi, ad esempio con la dichiarazione dei redditi o tramite un garante: l'importante è fornire un elemento credibile e proporzionato.
Documenti del proprietario
Chi concede in affitto deve provare la titolarità e la regolarità dell'immobile. Servono:
- Documento d'identità e codice fiscale.
- Dati catastali dell'immobile (foglio, particella, subalterno), necessari alla registrazione del contratto.
- Attestato di Prestazione Energetica (APE), obbligatorio e da consegnare all'inquilino.
- Titolo di provenienza o altro documento che attesti la proprietà o il diritto a locare.
- Per il canone concordato, l'attestazione di conformità rilasciata dalle associazioni firmatarie degli accordi territoriali, utile anche ai fini delle agevolazioni fiscali.
Se l'immobile è in condominio, è buona prassi che il proprietario fornisca anche il riepilogo delle spese condominiali e del regolamento, così che l'inquilino sappia in anticipo quali oneri sono a suo carico.
I documenti del contratto e della registrazione
Il contratto di locazione è il documento centrale. Deve indicare le parti, l'immobile, il canone, la durata, il deposito cauzionale e il regime fiscale scelto. Alla firma si allegano in genere l'APE e il verbale di consegna dello stato dell'immobile.
Entro 30 giorni dalla stipula il contratto va registrato all'Agenzia delle Entrate tramite il modello telematico previsto. In quella sede si opta per il regime ordinario o per la cedolare secca. Il funzionamento dell'imposta sostitutiva è spiegato nella guida alla cedolare secca, mentre le tipologie e le clausole sono trattate nella guida ai contratti di locazione.
Casi particolari
Per esigenze temporanee documentate (lavoro, studio, motivi familiari) si usa il contratto transitorio, che richiede la documentazione a supporto della transitorietà: i requisiti sono descritti nella guida all'affitto transitorio. Per i soggiorni di pochi giorni valgono invece le regole degli affitti brevi, con adempimenti dedicati.
Domande frequenti
Quali documenti deve avere pronti l'inquilino?
Il proprietario deve consegnare l'APE?
Servono i dati catastali per il contratto?
Il proprietario può chiedere la dichiarazione dei redditi dell'inquilino?
Chi registra il contratto e in quanto tempo?
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